I mercati azionari stanno vivendo una rotazionesettoriale molto intensa. Gli indici sembrano stabili, ma è solo apparenza, perché sotto la superficie diversi titoli e interi comparti registrano movimenti bruschi.
Gran parte di questa dinamica è legata all’intelligenzaartificiale. Nuove applicazioni e modelli emergono di continuo e alimentano il timore che possano rendere rapidamente obsoleti alcuni giganti del software. Da qui le forti vendite viste negli ultimi mesi su vari titoli tecnologici.
In un contesto così volatile, qualcuno parla di un ritornod’oro per stockpicking e gestione attiva. Ma è davvero così?
I dati del 2025 indicano un leggero cambio di rotta: circa il 29% dei gestori attivi ha battuto il propriobenchmark, in aumento rispetto all’anno precedente.
Il vantaggio si è visto soprattutto nei mercatimenoefficienti, come Giappone ed emergenti, dove oltre il 35% dei fondi ha battuto il mercato e nei settori più colpiti dalla volatilità legata all’IA, dove le scelte selettive hanno offerto opportunità extra.
Mercati menoefficienti?
Nonnecessariamente. Piuttosto, le informazioni oggi viaggiano più velocemente che mai. Nuove tecnologie possono cambiare gli scenari in tempi brevissimi, e i prezzi reagiscono di conseguenza, talvolta anche in modo eccessivo.
La lezionefinale
Nonostante il buon 2025, la maggior parte dei fondi attivi continua comunque a fare peggio del mercato.
Per questo la diversificazione, ad esempio tramite ETF, rimane una delle strategie più solide: in un mercato sempre più imprevedibile, un portafoglio ampio e bilanciato resta spesso la scelta più prudente.
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