Cento anni di borsa americana confermano che scegliere i titoli giusti è quasi impossibile
Jack Bogle, il fondatore di Vanguard, lo diceva con una sola frase: «Non cercare l'ago nel pagliaio. Compra il pagliaio».
Non è una battuta. È quello che i numeri dicono da un secolo.
A marzo 2026, il ricercatore americano Hendrik Bessembinder ha aggiornato il suo studio più famoso, portando l'analisi del mercato azionario americano dal 1926 fino a dicembre 2025. Cento anni tondi.
E quello che emerge è che scegliere le azioni giuste è diventato ancora più difficile di quanto non fosse già.
In cento anni, il mercato americano ha creato circa 91.000 miliardi di dollari di ricchezza. Ma se guardi cosa è successo ai singoli titoli, la storia cambia.
L'azione tipica ha perso il 6,87 % nel corso della sua vita in borsa, nel 2018 era già -2,29 %, ma la situazione è peggiorata.
Più della metà di tutte le aziende mai quotate ha bruciato i soldi di chi ci ha investito. E quasi sei titoli su dieci hanno reso meno dei semplici titoli di stato.
Tutta la ricchezza è concentrata in pochissime aziende
Il 10 % di tutta la ricchezza creata in un secolo è opera di sole due aziende, Apple e Nvidia. Il 100 % della ricchezza netta è riconducibile ad appena il 3,72 % delle aziende.
Le restanti 28.000 circa, messe tutte insieme, hanno prodotto zero: guadagni e perdite si sono annullati. Tra il 2017 e il 2025, Nvidia da sola ha generato quasi il 10 % di tutta la nuova ricchezza del mercato americano.
Cosa significa per chi investe
Se solo il 3,72 % delle aziende ha prodotto tutta la ricchezza del mercato, il rischio di scegliere i titoli sbagliati è enorme, non perché si sia poco bravi, ma perché le probabilità sono strutturalmente sfavorevoli.
Un ETF che replica l'intero mercato risolve il problema in modo semplice: compra tutto, e quei pochi titoli vincenti li hai in portafoglio per forza, senza doverli indovinare in anticipo.