Il peso reale delle small cap globali
Vanguard ha portato sul mercato europeo il FTSE Global All-Cap, un ETF che replica azioni di paesi sviluppati ed emergenti lungo tutte le dimensioni aziendali, dalle grandi capitalizzazioni fino alle società più piccole.
Insieme allo State Street SPDR MSCI All Country World Investable Market è oggi uno dei due soli prodotti passivi con questa copertura.
Quasi in sordina è arrivato anche il Vanguard FTSE Global Small-Cap, il primo ETF passivo che raccoglie in un unico strumento le società minori di entrambe le aree.
La differenza rispetto al classico FTSE All-World sta in una sola aggiunta, il segmento small cap. Vale la pena capire quanto pesi davvero.
I numeri del factsheet FTSE raccontano due storie diverse a seconda di come si guarda l'indice. Al 31 luglio 2026 il FTSE Global All Cap conta 10.127 società, di cui 5.862 small cap, quasi il 58 % del totale.
Sul piano del numero di titoli le piccole dominano. Sul piano del capitale investito no, perché tutte insieme pesano circa l'8,8 % dell'indice. Le prime dieci posizioni arrivano da sole al 21,61 % e Nvidia e Apple valgono all'incirca quanto l'intero blocco delle small cap.
Il criterio di classificazione conta. MSCI divide il mercato mondiale in 70 % large cap, 15 % mid e 14 % small, mentre FTSE allarga la fascia intermedia al 20 % e comprime le piccole tra l'8 e il 9 %.
La ragione teorica per detenerle è il premio dimensionale, ovvero l'idea che le società più piccole, più fragili sul credito e più volatili, remunerino nel tempo quel rischio aggiuntivo.
Negli ultimi dieci anni il dato non ha confermato la teoria. Al 31 agosto 2026, in euro, l'MSCI World ha segnato +262,91 % contro il +179,74 % del MSCI World Small Cap, oltre 83 punti percentuali di differenza.
Lo studio di Asness e altri del 2018, "Size Matters, If You Control Your Junk", indicava già che il premio emerge solo depurando l'universo dalle aziende non profittevoli, cosa che un indice ampio per definizione non fa.
L'effetto sul portafoglio complessivo resta comunque contenuto. Nello stesso decennio il MSCI ACWI ha reso +210,67 % e il MSCI ACWI IMI, che include le piccole, +202,63 %. Otto punti in dieci anni.
La simmetria vale anche al contrario. Con un peso inferiore al 9 %, una futura fase brillante delle small cap si tradurrebbe in una spinta altrettanto modesta.
Chi crede davvero nel premio dimensionale dovrebbe sovrappesarlo rispetto al mercato. Ma proprio la lezione di Asness suggerisce che lo strumento adatto non sia un indice small cap pesato per capitalizzazione, che quella selezione qualitativa non la fa, bensì un prodotto che filtri per profittabilità o valutazione.