Il caso SpaceX e gli ETF tematici
Il debutto in Borsa di SpaceX ha dominato per settimane la stampa finanziaria, con numerosi broker che hanno offerto agli investitori privati la possibilità di sottoscrivere direttamente le azioni. Chi è entrato subito ha vissuto una prima fase di forte rialzo, seguita da un crollo di oltre il 40 %. Diversa è la storia se al posto di singoli titoli si sceglie un ETF.
Su justETF, cercando prodotti puri sul tema dello spazio, si trovano 6 ETF. Altri toccano il comparto, come l'iShares Global Aerospace & Defence UCITS ETF USD Acc, ma con un peso dominante della difesa che li fa rientrare nella categoria militare.
Un dato colpisce. Solo il VanEck Space Innovators UCITS ETF, con il ticker JEDI, ha una storia che risale a prima di maggio 2026, ed è anche l'unico con un patrimonio rilevante, circa 1,5 miliardi di euro. Gli altri 5 sono stati lanciati tutti a partire dal 28 maggio 2026, esattamente al picco dell'attenzione mediatica sul tema.
L'andamento del VanEck è un caso di scuola sul rapporto tra sentiment e prezzi. Dal 14 settembre 2023 al 28 maggio 2026 l'ETF ha guadagnato fino al 437,41 %, con il massimo storico toccato proprio nel giorno di massima esposizione mediatica sull'imminente IPO di SpaceX del 12 giugno. Da quel picco, l'ETF ha perso il 43,24 %. Curiosamente SpaceX non è nemmeno presente nel VanEck, e probabilmente non lo sarà mai, dato che l'ETF applica filtri di sostenibilità e SpaceX ha un rating ESG basso.
Che i 5 nuovi ETF siano stati emessi il 28 maggio 2026 non è un caso. Lo studio "Competition for Attention in the ETF Space" di Ben-David, Franzoni, Kim e Moussawi, pubblicato nel 2022, ha isolato alcuni pattern ricorrenti.
Il primo è la sottoperformance sistematica. Nei primi 5 anni dopo il lancio, gli ETF tematici perdono in media il 30 % di rendimento corretto per il rischio, ossia depurato dai principali fattori di mercato attraverso il modello a 4 fattori French-Carhart.
Il secondo pattern riguarda il momento del lancio. Gli emittenti tendono a portare sul mercato questi prodotti quando i titoli sottostanti sono già cari dopo una forte rally, con la massima copertura mediatica.
Valutazioni alte significano attese di rendimento futuro basse, e dopo il lancio gli analisti rivedono al ribasso le previsioni sugli utili delle società incluse.
Vanno poi considerati i costi. Gli ETF tematici applicano in media 54 punti base di commissioni annue, contro le poche unità dei prodotti ampi. La debolezza dei rendimenti spinge poi gli investitori a ritirare i capitali, e la percentuale di chiusura degli ETF tematici risulta molto più alta rispetto agli ETF standard.
Le implicazioni per un portafoglio sono concrete. Con un ETF tematico si assume un rischio nettamente superiore a un prodotto ampio. Chi entra molto presto, prima che il tema diventi noto ai più, può ottenere rendimenti importanti. Chi arriva quando se ne parla ovunque e nascono in serie nuovi prodotti, in genere è già in ritardo.
Il caso SpaceX, con la sua ondata di ETF spaziali lanciati al culmine della copertura mediatica, dice qualcosa sul modo in cui l'industria del risparmio decide di presentare all'investitore un tema che, spesso, ha già smesso di sorprendere.