Quattro candeline per il mercato toro
Il 12 ottobre 2022 l’inflazione americana correva ai massimi da quarant’anni, la Federal Reserve alzava i tassi a passi da 75 punti base e quasi ogni analista prevedeva una recessione imminente. In quel clima partì, senza preavviso, l’attuale mercato toro dello S&P 500.
A quattro anni di distanza il bilancio in euro parla di un rendimento vicino al 98 % e di circa mille sedute di trend ascendente, il ciclo rialzista più lungo dal rimbalzo iniziato nel 2009. Per ottenerlo bastava restare investiti.
In quasi ognuna di quelle sedute esisteva però una ragione razionale per uscire. La recessione mai arrivata, la presunta bolla dell’intelligenza artificiale, il “Liberation Day” annunciato da Donald Trump nella primavera del 2025, le ripetute escalation in Medio Oriente. Ogni timore sembrava fondato sul momento, a posteriori si è rivelato un’uscita costosa.
Oggi gli allarmi tornano a suonare. La guerra in Ucraina si avvia al quinto anno, le milizie Houthi bloccano le rotte commerciali, la Fed ha appena effettuato il primo rialzo dopo oltre tre anni e il rendimento del Treasury trentennale ha toccato il livello più alto dal 2002, oltre il 5 %. Il debito pubblico americano ha superato a settembre i 40 mila miliardi di dollari, con oneri da interessi vicini a 3 miliardi al giorno.
Sotto la superficie dell’indice circa il 44 % dei titoli dello S&P 500 si trova in territorio ribassista, segnale che la corsa è sostenuta da pochi nomi del comparto tecnologico.
I dati raccolti da J.P. Morgan nel Guide to the Markets indicano tuttavia che investire su un massimo storico, nel periodo compreso tra il 1988 e il 2026, ha generato rendimenti superiori rispetto a entrare in altre fasi di mercato, su orizzonti di uno, tre e cinque anni.
Chi invece tenta di uscire e rientrare al momento giusto deve azzeccare due previsioni consecutive, esercizio che la letteratura accademica da decenni associa più al caso che all’abilità.
I mercati, intanto, continuano a salire proprio lungo quella parete di preoccupazioni che da sempre alimenta i cicli rialzisti.